Le dieci cose da sapere sui sogni

  • Le dieci cose da sapere sui sogni

    La questione ci riguarda da vicino. I sogni accompagnano le nostre notti e per alcuni di noi sono lo strumento indispensabile per slegarsi dalla realtà. Di per sé inconoscibili e sfuggenti i sogni sono il lato B della vita. Questa classifica li analizza cogliendone le dieci curiosità meno conosciute. In che modo sogna un cieco che non ha mai visto un’immagine? E perché chi è stato piccolo 50 anni fa vive notti in bianco e nero? E chi fa il casting per scegliere gli “attori” e le “attrici” che “reciteranno” nei nostri sogni? Sognare è un lavoraccio… Dieci punti per darci ragione!

  • 10 - Le persone cieche sognano ? 

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    Chi nasce cieco NON sogna immagini.
    Chi nasce e vede ma poi smette di vedere sì, sogna e sognando guarda.

    I primi pur non avendo la vista protenderanno comunque il loro corpo espandendone i sensi.
    Così Raffineranno l’udito, rinforzeranno il tatto, valorizzeranno l’olfatto e daranno ancora più spazio a questi sensi nei sogni...

  • 9 - Dimentichiamo il 90% dei nostri sogni 

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    Dormi e sogni. Ti alzi, felice. 5 minuti dopo hai già scordato metà dei tuoi sogni.
    Passano altri 5 minuti e il 90% dei sogni svanisce.
    Fottutissima memoria.

  • 8 - Chiunque sogna 

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    Chiunque sogna (eccetto casi estremi di disordini mentali). Ma gli uomini e le donne, statisticamente hanno sogni e reazioni fisiche differenti.

    Curiosità? Gli uomini sognano in prevalenza altri uomini. Le donne dividono equamente lo spazio dei loro sogni fra uomini e donne.

  • 7 - Sognare? Fa bene 

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    Grande importanza ha il sogno rispetto alle reazione del fisico e alla calma. Studi su “cavie” (fatte dormire otto ore e continuamente interrotte nel sonno ogni qualvolta un sogno stava per nascere) dimostrarono che 3 giorni di questa “cura” causavano i primi sintomi di irritabilità, allucinazioni e psicosi.

    Morale? Il sonno profondo, padre dei sogni, va protetto. Altrimenti si rischia di impazzire!

  • 6 - Sogniamo solo quello che conosciamo 

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    Il sogno ospita facce. E spesso si riempie di sconosciuti, attori e comparse di una sceneggiatura che intessiamo. Sconosciuti? Per nulla. Le facce che disponiamo sono un raggruppamento di fisionomie che già conosciamo, e ri - disponiamo.

    Un esempio? Il killer che ci perseguita nei sogni potrebbe non essere altro che il benzinaio da cui nostro padre si riforniva quando eravamo bambini. L’immenso “facebook” che costruiamo (senza saperlo) durante la nostra vita è dunque il principale database da cui attingiamo per riempire di contenuti i nostri sogni!

  • 5 - Non tutti sognano a colori 

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    Le ricerche dicono che un buon 12% di popolazione sogna in bianco e nero. Tutto il resto a colori. Constatando la difficoltà di essere precisi quando si dibatte sui sogni è interessante annotare il risultato di una ricerca che lega i sogni alla televisione.
    Uno studio dell’Università di Dundee (Gran Bretagna) mostra che i nostri sogni hanno tendenzialmente il colore dei film e dei programmi visti in tv da piccoli: le persone più in là con gli anni, cresciute con televisione e gran parte del cinema in bianco e nero, sognano prevalentemente in una scala di grigi; i più giovani e coloro che, nonostante l’età, hanno avuto accesso alla tv a colori sin da piccoli, sognano soprattutto a colori.

  • 4 - Interpretare o improvvisare? 

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    Interpretare un sogno è quanto di più difficile possa esserci per l’enorme mole di riferimenti a cui esso si sottopone. Per questo tutti gli elementi che lo compongono possono contribuire ad ingannarci, facendoci crede che essi siano portatori di un significato mentre rappresentano qualcosa di completamente diverso.
    Il significato reale di un sogno è per questo motivo molto più difficile da cogliere di quanto improvvisati “decodificatori” vorrebbero farci credere!

  • 3 - Gli effetti della rinuncia 

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    Smettere di fumare amplifica la potenza onirica. Chi smette (ed è stato fumatore accanito) sogna in maniera più vivida e intensa di quando era inseparabile dalla sigaretta. Fra chi smette e vive l’astinenza, secondo determinati studi, almeno un terzo del totale inizia a sceneggiare sogni a proposito del fumo. Molti sognano di ricadere nella dipendenza e vivono una gamma di emozioni negative, dal panico al senso di colpa per giungere fino alla vergogna.
    La colpa è dell’astinenza perché i sogni legati alla sigaretta sono assenti nel 97% dei fumatori e nascono e si sviluppano mano a mano che il tabacco scompare dalla quotidianità delle persone. Inducendo una creazione di sogni spettacolarmente più attiva ma pronta ad inciampare nel vizio con tanta fatica abbandonato!

  • 2 - Il potere del contorno 

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    C’è uno splendido dipinto, “Sogno causato dal volo di un'ape attorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” di Salvador Dalì capace di rendere appieno la potenza intrusiva che gli stimoli esterni causano all’interno della sceneggiatura dei nostri sogni.
    Il dipinto raffigura simultaneamente le rappresentazioni delle sensazioni provocate dall'improvvisa puntura di un'ape mentre l'artista dorme, rendendo, con la stupenda formulazione surrealista, l’impatto che recano sul sogno tutte le cose che intorno accadono, dentro di noi (la sete ad esempio) o fuori di noi (una sveglia ad esempio) rispetto alla tessitura delle immagini! È dunque simpatico considerare l’enorme influenza sulla sceneggiatura, che noi siamo portati a considerare “inedita”, di tutta questa gamma di stimoli che ci circondano!

  • 1 - La paralisi 

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    La paralisi notturna "è una delle scoperte sul sonno più sorprendenti: durante ogni fase REM (per 4 o 5 periodi ogni notte, dunque, e per un totale di circa 90 minuti) il corpo dell'uomo (ad eccezione degli occhi) è completamente paralizzato, non è possibile muoversi e si perde il controllo dei muscoli. Probabilmente questa paralisi ha la funzione di difendere l'individuo dai movimenti inconsulti provocati dal sogno. Perciò il periodo di paralisi durante il sonno sembra normale.

    Ma ciò che è ancora più insolito è l'associazione di questo stato ad uno stato cosciente della mente.