I dieci TRANSESSUALI che hanno fatto discutere l'Italia

  • I dieci TRANSESSUALI che hanno fatto discutere l'Italia

    Discriminati e disillusi. Perseguitati per una scelta di vita, di felicità. Abbondante retorica? Ma per favore. Sentirsi male nella propria pelle. Cambiare per amarsi. Transessuali, gli altri. Uomini a forma di donne, donne con eredità di uomini. PERSONE. Una A o una O non fa differenza. In fila i dieci che hanno fatto parlare l’Italia. Per presenza, per scandali o per qualcos’altro. Alla nove dei NON trans. Alla quattro una cascatrice. Alla uno la più VIP di tutte.

  • 10 - Natalie  

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    Con il trans Natalie si  apre la classifica. All’insegna della cronaca nera.

    La coppia “Natalie-Brenda” è salita alla ribalta nell’ottobre 2009 a casa di un affaire di droga, sesso e ricatti che coinvolse e travolse un noto politico italiano, PIERO MARRAZZO, ai tempi presidente della regione Lazio ed ex conduttore di punta di Raitre.

    Marrazzo, sposato e con figli, si dimise, abbattuto dall'eco dello scandalo.
    I due transessuali finirono su tv e giornali, macinati da un meccanismo che li investì e li distrusse.
    L’epilogo fu tragioco: qualche tempo dopo il "fattaccio" Brenda morì a causa di un incendio scoppiato (chissà quali segreti custodiva) nella sua abitazione.
    Natalie dopo un periodo di fama, è invece caduta nel dimenticatoio.

  • 9 - Amanda Lear / Sorelle Bandiera 

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    Nona posizione, soft; PERSONE che han fatto dell’ambiguità il loro cavallo di battaglia. Non transessuali. Per anni FORSE transessuali. Trovate pubblicitarie. Due esempi.

    1 - Amanda Lear, Nata ad Honk Kong nel 1939, cantante, presentatrice, pittrice, musa. Di Dalì (hai detto niente...).
    Una voce viscerale molto particolare e un bell’aspetto molto androgino.

    2 - Le sorelle Bandiera. Non erano sorelle, non erano fratelli, non erano parenti.
    Erano travestiti. Che in un’Italia perbenista come quella di metà anni ’80 crearono scalpore. Si esibivano sulla tv pubblica, vestite con i colori della nostra nazionale, cantando soavemente “Fatti più in là”. Personaggi nati con “L’altra domenica” di Arbore e Frassica. Si sciolsero nel 1992. 

  • 8 - Mirella Izzo 

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    Attivismo duro e puro.
    Mirella Izzo, classe ’59, da Genova; pasionaria dei diritti delle persone LGBT.
    Anarchica, movimentista, politica, uomo fino ai 26 anni nonché sposato con una donna.

    Da allora, si avvicina al mondo gay per diventare la fondatrice di “Crisalide”, un gruppo di persone vicine alle problematiche di soggetti “omo- “.
    Simbolo delle lotte sessuali, spesso polemica ma sempre efficace.

  • 7 - Giò Stajano 

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    Qui si parla di preistoria.
    Si parla di un’Italia bigotta, democristiana, che si nasconde.

    Ai giovani d’oggi il nome di Giò Stajano non dice nulla. Ma negli anni ’60 dire “Gio Stajano” significava dire “gay", "travestimenti”.

    Gio Stajano, lontano parente del fascista Achille Starace, è stato il primo gay dichiarato d’Italia. Creò scompiglio nel 1959 con la pubblicazione di un libro scandalo, “Roma capovolta”, in cui raccontava la sua vita da omosessuale in alcuni ambienti ritenuti “etero”, parlando anche di persone che di “etero” non avevano nulla.
    Nel 1983 va a Casablanca a farsi cambiare sesso ed assumendo un altro nome.
    All’inizio degli anni ’90 prende la decisione di entrare in convento, ma la sua richiesta viene respinta perché “non riconosciuta”. E’ morta nel luglio 2011.

  • 6 - Silvia Burgio 

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    Anche il reality show del secolo ha avuto il suo trans.

    Nell’ottava edizione (2007), tra i partecipanti ci fu anche la gallaratese Silvia Burgio, classe ’77, di professione truccatrice.
    Per la prima volta nella Casa di Cinecittà metteva piede un trans, operato.
    Non ha vinto la gara, ma si è poi ritagliata un breve spazio in tv da buona “gieffina”.
    Ammette di aver raggiunto ciò che voleva (diventare donna) sostenendo in un’intervista che nel buddismo zen l’unione uomo – donna è la perfezione.

    E’ entrata anche nello staff di una pseudo tv di partito. Ora però è sparita.

  • 5 - Billy More 

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    “…and up and down on my body”. Questo era il ritornello di una famosa canzone dance in voga agli inizi di questo secolo.

    Interprete era non proprio un trans, non proprio un travestito, ma una drag queen.

    Classe 1965, Billy More (nato Massimo Maglione), ha avuto il suo momento di grazia tra il 1997 e il 1997 con alcuni pezzi “audaci” ma ballabili.
    Morirà di leucemia ela sua dipartita passerà in sordina.

  • 4 - Maurizia Paradiso 

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    Provocatrice, disturbatrice, in prima linea.
    Nome d’oro del genere, autrice de “I travestiti vanno in paradiso”.
    Diventa grande esagerando. Culla dell'ascesa è Rete A.
    Il porno soft guadagnava adepti, il paradiso, Maurizia, lo riusciva a toccare.

    Di nome fra gli anni 80 e i 90. Sempre agitata sempre burrascosa. Comunque in vetrina.
    Le stagioni d’oro passano. Trascorrono anche quelle d’argento, Maurizia diventa un po’ più triste e gioca a sconvolgere puntando sul “caso umano”.
    Recentemente ce la si ricorda per uno svenimento finto, da Piero Chiambretti!

  • 3 - Patrizia 

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    Forse il transessuale più famoso d’Italia. Non per aver essere andato in tv ma per un fatto di cronaca e gossip bombardante. Uno dei grandissimi scandali del jet set italiano MODERNO.

    Il nome di “Patrizia” appare per la prima volta alle cronache nel 2005 a seguito dell’overdose di uno dei rampolli più in vista dell’industria italiana, LAPO ELKANN, overdose avvenuta nel suo appartamento di Torino.
    Droga, ambulanze e transessuali, la vicenda Elkann "sconvolse" per il grado di proibito con cui era entrata in contatto.
    Lentamente venne fatta scemare. Messa a tacere.

    A distanza di anni, il rampollo è sempre là, “Patrizia” invece ha ripreso a fare “la vita”.

  • 2 - Eva Robin´s  

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    Bolognese del 1958, più che trans Eva Robin’s è un ermafrodita, una persona che ha organi sessuali maschili e femminili.

    Nella bigotta Italia di qualche lustro fa il fatto che una persona “così” andasse in tv o fosse interprete di pellicole (dove interpretava sempre una figura ambigua) destò molto clamore e sospetto.
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    Ecco come Eva spiega l'attrazione che gli uomini provano per i trans:
    "Spaventati da donne agguerrite, che sanno quello che vogliono, i maschi preferiscono un bel pene, uguale al loro, magari anche piu’ grande. Lo vogliono vedere abbinato al seno. Cosi’ diventa un giocattolino nuovo".

  • 1 - Vladimir Luxuria  

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    Al numero uno il trans più celebre di tutti.
    Quello che si è buttato in politica, il primo in Italia.

    Da sempre in prima linea nella tutela dei diritti delle persone LGBT, art director e inventore della “Muccassassina”, il locale gay più all’avanguardia d’Italia, accetta di candidarsi come indipendente nelle file di Rifondazione nelle elezioni del 2006, risultando eletta. Vittoria e festa.

    Dopo l’esperienza a Montecitorio (con una famosissima schermaglia con la collega Gardini sull’uso del bagno), partecipa all’”Isola dei Famosi”, riscuotendo un successo inaspettato.
    Ora si dedica all’opinionismo. Riuscendoci anche bene...

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