I dieci stati di Facebook Mobile ACCHIAPPA - LIKE

  • I dieci stati di Facebook Mobile ACCHIAPPA - LIKE

    Il metodo sicuro per ricordare al mondo che “hei io esisto” passa da Internet, dai social network, da qualche rapido quanto semplice step: accedere, postare, aggiornare. L’estrema democrazia dei sistemi sociali (il web consente a chiunque di prendere la parola) si impreziosisce (con Facebook e Twitter) di strumenti di selezione. Il pubblico, in qualche modo, possiamo scegliercelo (attenzione però, non sempre è detto che esso ci segua). Posto dunque esisto. Oggigiorno l’esperienza non è nulla se non viene condivisa. Facebook cresce anche grazie a questa necessità, l’esigenza di reclamare la forza della nostra presenza. Con il sorriso Ledieci mette in fila dieci STATI-TIPO, quelli più abusati da chi ha uno smartphone e accede a Facebook Mobile.

  • 10 - L'italiano in trasferta 

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    Vai a Parigi? “PARIS” (se una persona va all’estero di solito usa la lingua del paese in cui si trova).
    Sei in partenza per Londra? “Londra sto arrivando”(eh sì sei ancora in Italia).
    Giulia è a New York con le amiche? Giulia si trova a New York City con...

    Lo stato dello “stronzo/a” in viaggio riscuote sempre una valanga di mipiace. Una lunghissima serie di apprezzamenti da parte di chi, ahinoi, è rimasto intrappolato nel “solito posto”.

    A che serve quel Like? A partecipare alla gioia contagiosa dell’italiano in trasferta. Aspettando che arrivi il nostro turno. London calling!

  • 9 - Il voto universitario 

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    Un grande classico dei facebookiani “mobili” universitari: postare nei concitati minuti post-esame il voto.

    Per molti è la fine di un percorso, per altri di un incubo, per altri ancora di un impiccio. Stati secchi. Raccolgono i mipiace “caldi” di chi sa che alla tal ora avevi l’esame e di chi simpatizza per l’esito e per la gioia che traspare da quello stato. Buono o meno buono (il voto) che sia.

    Chi prende 30 in sequenza non lo posta. Tutti i sudatissimi 24 finiscono direttamente su faccia libro. Per la serie: “Ditemi che sono stato (abbastanza) bravo/a!” / 24!

  • 8 - Lo stato indignato 

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    Qualcosa è successo. Qualcosa ti ha indignato. Il mondo deve saperlo. Come fare? Semplice. C’è Facebook Mobile.

    Un politico ruba, una nave affonda, un calciatore sputa?
    Rapido, immediato, ecco che il postatore inforca il cellulare e scrive.

    E le canta. Ah...se le canta.
    Già ma a chi?

  • 7 - La fila 

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    Particolare riguardo al post attraverso il quale molti utenti informano gli amici FB di trovarsi (o essersi appena trovati) in fila.

    Questo tipo di post apparterrebbe agli eventi di “vita vissuta” (più su in classifica) ma data l’insistenza con la quale viene inserito merita una posizione interamente propria.

    Stare in fila. Dal tabacchino al medico, dal supermercato al giornalaio; solitamente questo status è condito da particolari testardamente uguali a sé stessi: l’ansia per il tempo perso (o perduto se lo stato viene postato successivamente), qualche evento occorso durante questa infinita attesa (la vecchietta che conta i centesimi uno a uno) o semplicemente le normali considerazioni che mettersi in fila producono nell’animo di ciascuno.

    Risultato? Bacheche intasate e grappoli di “mipiace”.

  • 6 - Il traffico 

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    Immersi nel traffico. In difficoltà con il parcheggio?

    Gli utenti smadonnano su Facebook. E tutti (perché tutti odiano il traffico e la mancanza di parcheggi) solidarizzano. Schiacciando Mipiace.

  • 5 - La serata pazza 

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    Troppo pazzi. Fine serata o dentro serata. L’importante è che si comunichi. Che gli altri sappiano quanto è stata entusiasmante la notte che hai appena vissuto.

    I mipiace arrivano in massa soprattutto dalle persone con cui quella serata è stata condivisa. I raffinati sanno accennare, facendo immaginare a chi il giorno dopo, fra le notizie in evidenza, li legge, un divertimento d’altri tempi. Gli sguaiati rilanciano. E postano stati “stomale” su alcool, droga e rock’nroll.

    Quelli che leggono sul newsfeed non si tirano indietro. Vogliono far capire di essere anche loro gente che si sa divertire. E mettono mi piace. Circolo di vizio.

  • 4 - Il concerto 

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    Ovvero pavoneggiarsi. Io ci sono e voi no.

    Si parte blandi poi si sbrodola. L’esperienza estetica (visiva ed uditiva) al tempo degli smartphone diventa "share".

    Se vai a sentire i Radiohead o i Coldplay e non lo dici che gusto c’è? Per questo si previene. E lo stato “mobile” scatta già all’acquisto del biglietto. Con tanto di foto allegata.

  • 3 - Vita vissuta. Reale | Inventata 

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    La voglia di comunicare sorpassa le barriere.

    Chi ha uno smartphone in mano vive un rapporto simbiotico con i propri amici. Ha voglia di condividere a oltranza.

    È davanti allo specchio e nota di avere un brufolo? Via con il post depresso.
    In giro assiste ad una scena esilarante? Immediato aggiornamento di stato.
    Apre i regali di Natale? I propri amici devono essere informati su cosa ha ricevuto.

    Stati che abusano di punti esclamativi, abbondano di particolari inventati di sana pianta e propongono (questi sì) un personaggio che nella vita reale a noi pare di non aver mai conosciuto.

  • 2 - Trenitalia 

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    Regina indiscussa di stato d’altrove.
    Il post principe con il quale Facebook Mobile garantisce una valanga di mipiace ecco lo stato sul treno, sui disservizi di Trenitalia, sulla mancanza di posti, sui posti occupati , sul viaggio in ritardo, sugli scioperi, sulla sporcizia.

    È automatico: uno status sganciato a caso, di carattere ostile, punitivo nei confronti della compagnia di trasporto si trasforma in un tripudio, un plebiscito di likes e commenti. Trenitalia ti odiooo. E dietro tutti quanti!

  • 1 - Gli aggiornamenti meteorologici 

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    La questione è dibattuta. I difensori delle vocali rumoreggiano. Sono arrabbiati con i postatori di stati “climatici”.

    L’accusa? Abusare con eccessiva nonchalance, stiracchiando all’infinito le parole, di A E I e O. Povere vocali.
    Fa freddo? Ecco che il newsfeed viene invaso da “freddoooo” “che freddooooo” “si gelaaaaa”.
    Nevica? E allora giù con “la neveeeeee” (favorevoli) o “la neve mi ha già rotto il cazzo” (contrari).

    Fa caldo? Un bel “che caldoooooooo” non ce lo vuoi mettere?
    E poi la nebbia e la pioggia incessante(“Non può piovere per sempre”). L’Estate che arriva prima e l’Inverno che giunge tardi. Il vento, la grandine. Gli uragani; le alluvioni. Previsioni del meteo in diretta! È Facebook!
    La prima occhiata al cielo ispira i più. E, misteriosamente, garantisce un ritorno in mipiace. Tantissimi.
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