I dieci scrittori più sporcaccioni della letteratura

  • I dieci scrittori più sporcaccioni della letteratura

    Desiderosi e insaziabili, vecchi marpioni in opera e vita. Dieci scrittori - e che scrittori - incolonnati per grado libidinoso e desiderio soddisfatto, sì ma mai del tutto. Se ne scoprono delle belle. Perché gli artisti sono particolari. Oscenità? Poche. “Scopare” sopra tutto. Declinando il sesso. Perché il genio letterario può amarlo strano, bramando l’odore di scorreggine della moglie o diventare famoso per un romanzo di passione attorno ad una dodicenne. Oppure, nel pratico, avere la nomea di chi ci prova ad ogni intervista. Insomma un sacco di pietanze in dieci posizioni, SPQS “son porcellini questi scrittori”. E al primo posto, se ci pensate, probabilmente indovinate chi c’è! Bu…

  • 10 - PHILIP ROTH 

    80 ANNI E NON SENTIRLI!

    In “The Humbling” (L’umiliazione) racconta di come un vecchio attore di teatro “seduca” una ragazzina lesbica, con l’ausilio di un dildo verde. E se non bastasse arricchisce la trama con un triangolo amoroso.
    La verve “sessuale” non manca, anche alla soglia degli 80 anni.

    Grande capacità di descrivere (e desiderare?) ancora, un sesso ambiguo e infantile che implode e travolge.

  • 9 - WILLIAM SHAKESPEARE 

    SHAKESPEARE IN LOVE

    Prendiamo Romeo e Giulietta, certo è più facile notare la lividezza di Mercuzio che sostenere la grandezza erotica di Giulietta.

    Ma il bardo libera anche passione sessuale(s)bilanciandola con la morte che abbatte i giovani nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di sensi.
    O Shakespeare, vecchio volpone.

  • 8 - HENRY MILLER 

    SESSO X SESSO X SESSO

    ll suo romanzo più conosciuto, “Tropico del cancro”, divenne famoso per la franca e dettagliata descrizione che faceva del sesso (fatto prima e descritto poi).

    Lui non si tirò mai indietro. Faceva sesso nella Parigi di tanti anni fa, per non pensare. Le ristrettezze economiche di quel periodo gli fecero accettare la commissione per comporre racconti erotici. Scritti raccolti successivamente in “Opus pistorium”, libro fatto di orge, incesti, messe nere con risvolti sessuali e persino uno stupro di gruppo: le sue fantasie più sfrenate riguardanti il sesso prendevano forma!

  • 7 - BENJAMIN FRANKLIN 

    ANZIANE vs GIOVANI 5 - 0

    Non scrittore pur scrivendo.
    Volpe di secondo pelo, compose un trattato sul matrimonio in cui suggeriva di sposarsi, di farlo con donne vecchie.

    Strutturò la questione in otto punti e in quegli otto passaggi spiegò saggiamente perché preferirle alle giovani. Le rughe stimolavano il saggio porcellino: “l’intelligenza ce le fa preferire (le anziane) perché se scelte ci saranno riconoscenti in eterno!”.

  • 6 - MICHEL HOUELLEBECQ 

    MARPIONE!

    Profeta del nichilismo nei suoi libri non si risparmia, abbondando, come ne “Le particelle elementari” in dettagli “proibiti”.

    L’accusa di pornografia si riferisce soprattutto alla vicende di un suo personaggio, Bruno, letteralmente infarcite da tutta una serie di descrizioni esplicite e dettagliate di atti sessuali (onanistici, di coppia e di gruppo). E nella vita reale? Houellebecq è ritenuto uno degli scrittori più marpioni di tutti! E quando una giornalista lo intervista lo scrittore non può fare a meno di… fare il piacione!

  • 5 - JOHN UPDIKE 

    UN BERSAGLIO DEL FEMMINISMO

    “Et Dieu créa la femme”. Ma lei, lo sappiamo, passò quasi subito dalla parte del diavolo. Scrittore maschilista, convinto, imperituro. In “Le streghe di Eastwick” (1984), le donne sono tre. Sulla trentina, in carne, divorziate e cariche di ormoni. Insomma un pericolo, sia per i figli che tranquillamente trascurano, sia per la comunità che finirà per cacciarle…

    Carattere aguzzo e, a parte il maschilismo si carica, anche, di misoginia. Non si fece mai problemi a rincarare la dose rispetto a tutto questo. Le donne avevano per lui, soltanto, il carattere di oggetto, da “sbattersi”. Giustificarsi? Nemmeno per sogno!
    Odiato dalle femministe di mezzo mondo se ne uscì con alcune frasi “impronunciabili” sulle donne e il loro ruolo nella società. Consideriamolo tradizionalista… per lui le donne servivano soltanto a scopare, far nascere bambini e dargli da mangiare!

  • 4 - JAMES JOYCE  

    LE TUE SONO IMPROVVISE, SECCHE E SPORCHE ...

    Ecco una lettera che l’autore di “Ulisse” scrisse alla moglie. Leggete e stupitevi per questa perversione di un genio!

    Mia dolce puttanella, Nora, ho fatto come mi hai detto, cara mia piccola sporcacciona. Le parti del tuo corpo che fanno sconcezze sono quelle che mi piacciono di più, ma preferisco il sedere, amore, alle poppe, perché fa una cosa così sporca. Io penso, Nora, che riconoscerei dovunque le tue scoregge.
    Scommetto le riconoscerei perfino in una stanza piena di donne che scoreggiano. Fanno un rumore da ragazza, non come certe mogli ciccione che immagino scoreggino umido e ventoso. Le tue sono improvvise, secche e sporche come le farebbe una ragazza spiritosa, per gioco, di notte, in dormitorio. Spero proprio che la mia Nora voglia farmele sul viso, sì che io possa anche odorarle. Buona notte, piccola Nora scoreggiante.

    Straordinario Joyce!

  • 3 - VLADIMIR NABOKOV 

    LOLITA HA 12 ANNI...

    Come poteva non essere incluso lo scrittore autore di quest’incipit: “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita”.

    Perché? Perché la storia narra del desiderio di un "pedofilo" (il termine certo non aveva allora tutte le risonanze malefiche che ha oggi) e la sua ossessiva attrazione per una ragazzina di 12 anni, Dolores- Lolita, figlia della donna che egli aveva sposato allo scopo di possedere fisicamente quella che, con un termine da allora fortunato, si chiamerà "ninfetta".

  • 2 - GEOFFREY CHAUCER 

    SPORCACCIONE, ALLA BOCCACCIO

    L’autore de “I racconti di Canterbury” non poteva mancare in questa classifica.
    Con lui vale la pena di inserire Boccaccio che con il Decameron lo ispirò, anche nella prosa e nei temi. Chaucer, nello specifico, scrisse un’opera sboccata che parlava di sesso, culi scorregge e pederastia in maniera massiccia!

    Provate a leggere The Miller’s Tale ad esempio.
    Fra baci su chiappe e scorregge rumorose un sedere verrà marchiato a fuoco!

  • 1 - CHARLES BUKOWSKI 

    PORCO DEPRAVATO UBRIACONE 

    La rabbia verso la vita, l'amarezza perenne del giusto di fronte ai torti e all'insensibilità degli altri uomini.
    Le storie di Charles Bukowski sono imperniate su un autobiografismo quasi ossessivo. Il sesso è, forse, secondo solo all'alcol. E descrive un uomo che rifiuta di abbandonarsi ai sentimentalismi isterici, sempre un passo prima di caderci dentro. È così normale che la sua autobiografia e la sua opera letteraria vengano descritte come vita e opera di un un porco, depravato, ubriacone.
    Perché l’immagine “trasmessa” dallo scrittore fu questa. Una poesia per comprenderlo:

    Il sogno di un uomo
    Il sogno di un uomo / è una puttana con un dente d'oro / e il reggicalze, /profumata / con ciglia finte / rimmel / orecchini / mutandine rosa / l'alito che sa di salame / tacchi alti / calze con una piccolissima smagliatura / sul polpaccio sinistro, / un po' grassa, / un po' sbronza … terminatela qui