I dieci oggetti più sporchi che tocchiamo quotidianamente

  • I dieci oggetti più sporchi che tocchiamo quotidianamente

    Delle cose che ci circondano alcune, insospettabili, sono autentiche vettori di microbi, germi, batteri, sporcizia... Schifezze insomma. Qui di seguito una bella lista di cose che se solo lo sapessimo ci farebbero impressione. Lo sporco è invisibile, non si fa vedere e, per questo, non preoccupa. Eppure c'è, in posti insospettabili come l'oggetto che apre la classifica, al decimo posto o quello al secondo. Ah..se pensate che un bagno nella vostra vasca possa ben bene "pulirvi"... beh non avete capito niente... 

  • 10 - La spugna 

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    Controsenso: un oggetto inventato per pulire è nei dieci oggetti più sporchi che ci circondano.
    Eppure è la verità, la spugna, quella gialla e verde ne è l'esemplare più celebre, uno degli elementi più riconoscibili della cucina, ha l’innata capacità di “raccogliere” germi, catturarli e conservarli.
    E così, nel momento in cui noi laviamo le stoviglie, in realtà immergiamo mani, piatti e lavabo in un microcosmo di germi.

    Rimedio semplice per “disinfettare” la nostra spugna? Tenerla per 30 secondi nel forno a microonde…

  • 9 - Il lavandino della cucina 

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    Recenti studi lo hanno messo nei primi posti fra i luoghi più luridi della casa.
    Milioni di batteri per centimetri quadrati in una delle aree che noi siamo soliti associare al pulito e allo splendente.
    Un metodo per risolvere o arginare il problema (almeno per lo scarico, ovviamente è da lì che proviene lo sporco) consiste nel far scendere mezza tazza di bicarbonato di sodio e un’altra mezza di aceto prima di far cadere acqua calda. Il Burp del nostro lavandino sarà un “rutto di pulito”.

  • 8 - La vasca da bagno 

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    La vasca da bagno è un autentico ricettacolo di batteri.
    Il luogo, come per il decimo e il nono posto, tende ad ingannare perché è un oggetto che tradizionalmente associamo a pulito. Eppure è anche un posto in cui si consuma una inaudita proliferazione di batterie e sporcizia.

    Staffilococco, infezioni alle vie urinarie, setticemia sono tutte infezioni che in grossa percentuale possono dipendere dai “cattivi” annidati nella nostra vasca da bagno.
    Prodotti specifici per la pulizia della vasca, utilizzati almeno una volta alla settimana, possono però risolvere o mitigare questo problema.

  • 7 - Il telecomando 

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    Dita sporche = telecomando sporco.
    Il nostro cambia canale è anche il più inseparabile amico che abbiamo quando ci sediamo di fronte alla tv e iniziamo a fare zapping.
    Qualsiasi cosa, dal sudore al cibo che magari in quel momento sgranocchiamo, finisce per perdersi nelle sue fessure.
    I batteri ringraziano e da lì proliferano!

  • 6 - Il carrello della spesa 

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    Un recente studio ha dimostrato che sui manici dei carrelli della spesa sono presenti batteri, saliva e materia fecale in quantità superiori che telefoni e bagni pubblici.
    Il carrello è toccato da decine di persone differenti.

    Da uno studio condotto da un gruppo di microbiologi è emerso che le manopole dei carrelli dei supermercati o degli aeroporti sono un vero e proprio ricettacolo di germi e batteri: nel 72% dei casi si tratta di batteri fecali e nel 50% di Escherichia coli, addirittura lo stesso batterio che provocherebbe numerosi infezioni gastro-intestinali, genito-urinarie e meningiti nel bambini.

  • 5 - La tavoletta del water 

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    Soltanto quinta! Vero e proprio ricettacolo, per di più subdolo, di germi e batteri.
    Ovviamente nulla di paragonabile con la tazza vera e propria ma quella vive in una classifica a parte!

  • 4 - Il cellulare 

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    Hitech life:

    I telefoni cellulari nascondono delle vere e proprie colonie di batteri e virus.
    Lo stretto contatto con le mani sporche, la vicinanza con la bocca, l’abitudine di tenere il dispositivo in tasca, fanno si che il proliferare dei germi sia cosa abbastanza agevole. Alcune ricerche, addirittura, annoverano i telefoni cellulari tra gli oggetti che più di tutti, sono i principali vettori dei cosiddetti “super batteri”, microorganismi resistenti agli antibiotici che infestano i nosocomi di tutto il mondo. Nella fattispecie è significata una recente ricerca svoltasi presso la Ondokuz Mayis University in Turchia. Sono stati presi in esame 200 cellulari appartenenti a medici e infermieri.
    Nel 95% dei cellulari, si sono riscontrati diversi batteri, tra cui il famigerato MRSA (Stafilococco aureo), superbatterio, causa della maggior parte delle infezioni ospedaliere degli Stati Uniti.

  • 3 - La tastiera del computer 

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    Da Medicinalive:

    Se il pranzo che si consuma sulle tastiere è il maggior imputato è perchè i resti alimentari e le briciole che finiscono nella tastiera diventano il terreno fertile per far sviluppare milioni di batteri. Se a ciò si aggiunge la cattiva igiene personale che può consistere nel non lavarsi le mani dopo essere andati in bagno o dopo aver consumato il pasto, lo sviluppo di tali batteri si moltiplica ancor più.
    La direttrice della rivista londinese, Sarah Kidner, ha detto: La gente di solito non pensa alla sporcizia che si accumula sul proprio Pc, ma se non lo pulite, starci davanti diventerà come fare un pranzo sul water.

  • 2 - Gli interruttori della luce 

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    Se ci fermiamo a rifletterci possiamo comprendere il motivo per cui gli interruttori sono così in alto in classifica.
    Essi sono un punto di contatto strategico per dita sporche che li accendono e spengono a ripetizione più volte al giorno.
    Prendiamo l’esempio degli interruttori in luoghi in cui abitano più persone e con ancora più persone che vi fanno visita.
    Il loro rivestimento in plastica è costantemente sottoposta al “contatto” con dita diverse, tutte, tra l'altro, ugualmente sporche.
    Normale dunque che la popolazione di piccoli mostri proliferi.
    Parte tutta dalle nostre dita!

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  • 1 - Le banconote 

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    Gli oggetti più sporchi sono le banconote.
    Un recente studio, a NewYork, ha “riscontrato”, durante l’analisi di alcune banconote, una media di 130 mila batteri a banconota.
    Eppure, come riportato da LASTAMPA, il mito dei soldi “sprochi” inizia a vacillare:

    [...] fosse un dato di fatto, in realtà era un mito che è stato sfatato da un team internazionale di ricercatori che ha fatto capo alla Ballarat University in Australia. Quello che hanno scoperto i ricercatori è che le famigerate banconote accusate da sempre di essere un ricettacolo di batteri e altri microrganismi nocivi in realtà non ne contengono abbastanza per essere ritenuti pericolosi. Probabilmente ci sono più batteri in un panino che nel denaro usato per comprarlo.

    Chi ha ragione? Si aspettano nuovi studi per eventuali conferme!