I dieci accessori di un vero FINTO INTELLETTUALE

  • I dieci accessori di un vero FINTO INTELLETTUALE

    Non sempre è così ma spesso, in un'epoca di poser, la presenza di questi oggetti testimonia anche la presenza di un vero finto intellettuale.
    Ne possediamo molti tutti, chi l'ha scritta li possiede quasi tutti. Per ridere li abbiamo messi in fila. Cercando di estrapolare quelli più significativi con i quali un "vero finto intellettuale" cerca di accattivarsi le simpatie e l'ammirazione di chi gli sta attorno. Apre la Moleskine e chiude un accessorio diventato ormai mitico, la...

  • 10 - Moleskine 

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    Il moleskine è un libretto leggendario, usato da Céline, Hemingway, Chatwin, Picasso, Oscar Wilde e Van Gogh.
    E’ un semplice rettangolo nero, con le pagine a quadretti o a righe, i bordi trattenuti da un elastico, una tasca interna per custodire foglietti volanti, e una rilegatura in tela cerata (moleskine) da cui prende il nome.

    Il finto intellettuale non può crederci quando legge, nel fogliettino che accompagna la storica agendina, di tutti questi illustri predecessori. Per lui, cresciuto nel loro mito culturale, avere quel particolare blocco note diventa a quel punto quasi una questione d’orgoglio.

    E allora, acquistatala, può capitare di vederlo, nei posti più affollati e caotici, scribacchiare appunti, mettere nero su bianco i propri pensieri, dare forma alle proprie idee. Sempre che ci sia qualcuno che lo guardi…

  • 9 - Il giornale infilato nella tasca posteriore 

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    Uno dei veri clichè del finto intellettuale è il quotidiano arrotolato e infilato nella tasca posteriore del pantalone, meglio se di velluto o jeans sgualcito.
    Questa prassi permette al poser di comunicare attraverso il proprio oggetto e di informare a proposito del proprio status: innanzitutto si “definisce” una persona interessante e interessata, quindi si pone quale individuo qualificato e propenso all’attenta e approfondita dei fatti del mondo che lo circondano.
    Il giornale in tasca etichetta una disinvoltura nell’atteggiamento e una decisa presa di posizione nei confronti della società. 

    Chi mette il giornale in bella mostra nella tasca posteriore del pantalone mette la testata del quotidiano in bella evidenza. Se un tempo era il Manifesto oggi il finto intellettuale poser sfoggia il Fatto quotidiano.

  • 8 - Le Clarks 

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    Da un giornale di destra, Il Giornale, un estratto a firma di Stefano Zecchi:

    […]  Le girò e rigirò con attenzione, osservando soddisfatto il risultato della sua operazione: le scarpe nuove erano adesso strisciate e sporche in più punti. Le pagò e se ne andò via. Questo accadeva almeno una quarantina d’anni fa: il cliente aveva tutta l’aria dell’intellettuale, con i capelli trasandati e la barba incolta, con la giacca di velluto a coste e i pantaloni stazzonati. Le scarpe appena acquistate erano le Clarks. Nella divisa del contestatore di sinistra, radical chic e un po’ dandy, le Clarks erano un accessorio fondamentale dell’abbigliamento, ma non potevano assolutamente apparire nuove: troppo borghesi! I colori dovevano essere soltanto di due tipi: marrone o grigio; la suola di para; la pelle scamosciata e senza fodera; l’altezza doveva toccare il malleolo e, soprattutto, dovevano sembrare molto vissute. Erano scarpe comode per ogni stagione: tenevano sufficientemente asciutto il piede dalla pioggia e relativamente fresco d’estate. Il vero intellettuale di sinistra non poteva che avere quelle scarpe. […]

  • 7 - Il Vinile 

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    Musicassette? Compact disc?
    Nemmeno per sogno. Il vero “finto intellettuale” per ascoltare la sua musica si dota di un giradischi e fa incetta di dischi in vinile.
    Questo tipo di supporto, uscito di produzione nella prima metà degli anni 90, assicura all’esemplare di finto intellettuale una rapida presa su chi gli sta attorno che, sedotto e stupito da una scelta a tal punto anticonformista, non esiterà a definirlo un vero esperto di musica.

    In un’epoca dominata dal digitale (in cui l’ipod e gli mp3 sono diventati padroni della scena musicale) quale miglior sistema per “differenziarsi” intellettualmente dalle masse se non l’utilizzo di un metodo di riproduzione datato e anacronistico?
    Fra gli artisti che non mancano mai nella collezione di un finto intellettuale vanno annoverati Vinicio Capossela fra gli italiani e i Radiohead fra gli stranieri.

  • 6 - Il tabacco 

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    Fumare le sigarette è convenzionale. Arrotolare il tabacco no.
    Vuoi mettere? Cartina, mani, filtrino e tabacco.
    Il rito è di quelli che seducono chi guarda! 

  • 5 - Le toppe ovali sui gomiti della giacca 

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    Da labitofailmonaco.it : La giacca di tweed è uno dei punti di forza del guardaroba classico maschile. si tratta di un tessuto resistente, caldo, ma abbastanza ruvido, che tende, con il tempo, a consumarsi nella zona dei gomiti. In altri tempi, quando le fibre cominciavano a mostrare i segni dell'usura si applicavano all'altezza dei gomiti toppe ovali di pelle, che sono rimaste una delle caratteristiche di questo tipo di giacca.

    Il finto intellettuale tende a dimostrare la propria statura culturale applicando, anche qualora non del tutto usurati, delle toppe sui gomiti delle proprie giacche.
    Una simile scelta di abbigliamento aiuta a conferirgli una levatura culturale superiore a chi lo circonda e ad atteggiarsi a filosofo, erudito o sapiente.

  • 4 - La bicicletta 

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    Il finto intellettuale predilige gli spostamenti in bicicletta. Innanzitutto la predilige in quanto è ecologicamente probo e vuol dimostrare di avere a cuore le emissioni inquinanti.
    In secondo luogo perché con la bicicletta può spostarsi molto più agilmente.
    In terzo perché con quel mezzo di trasporto è totalmente paragonabile ai finti intellettuali di grandi città del mondo come New York o Londra.

    La bicicletta di un finto intellettuale è curata in ogni più piccolo dettaglio. Solitamente ha i freni a bacchetta ma negli ultimi tempi si stanno affermando finti intellettuali a bordo di biciclette a scatto fisso. Il portapacchi è una componente importante perché permette di sfoggiare qualche ulteriore oggetto al finto intellettuale durante gli spostamenti per le strade della città.

  • 3 - Il Mac 

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    Windows e i computer che se ne dotano  è per gli sfigati, un vero finto intellettuale si butta sul Mac scegliendo il portatile più d’immagine attualmente in commercio.

    Apple ha giocato gran parte della propria comunicazione sull’immagine, il finto intellettuale lo sceglie perché inebriato dal logo, la mela morsicata, e dall’efficacia “comunicativa” nascosta in quella cromatura bianca.

  • 2 - Il libro (giusto) 

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    L’elemento è imprescindibile.
    Il finto intellettuale pascola la sua essenza sul libro, anzi, sui libri.
    La scelta del testo da esibire, il libro con il quale passare “osservati” non è semplice.

    L’ opera con il quale presentarsi deve essere di alto valore letterario ma al contempo abbastanza conosciuta. Leggere e sfoggiare letture troppo sofisticate rischia di “vanificare” l’essenza stessa dell’esperienza della lettura.
    Il capolavoro a cui si presta un finto intellettuale è accostarsi ad un libro che tutti conoscono ma nessuno mai legge. Un finto intellettuale legge a modo suo. Il suo metodo di lettura è manifestato da quanto un libro è vissuto. Ogni pagina del libro che il finto intellettuale ha sfogliato deve palesare il suo passaggio, con orecchie segnalibro, sottolineature, appunti e scarabocchi.

    Opere fondamentali? Baudelaire, Joyce, Hemingway…

  • 1 - La Reflex 

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    La progressiva digitalizzazione di strumenti quali la macchina fotografica ha permesso ad un cospicuo numero di finti intellettuali di dotarsi di una strumentazione elegante e funzionale con la quale esprimere la propria artisticità.

    Per comprendere la portata delle reflex nell’universo dei finti intellettuali basta considerare una serie di spiritose pagine nate su facebook a proposito di questo fenomeno. Qui ne mettiamo soltanto due. Presto raccoglieremo le migliori in una classifica ad hoc.

    La ragazza cool che si compra una Reflex per fotografare posaceneri
    Persone che fanno foto con la reflex per dimostrare che ne hanno una

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