Le dieci canzoni più belle di Vasco Rossi

  • Le dieci canzoni più belle di Vasco Rossi

    Vasco Rossi. Ovvero storia della musica italiana. Musica recente e musica passata, successi straordinari che hanno segnato generazioni diverse, che hanno fatto da sottofondo alle nostre vite. All'amore, alle delusioni, ai sorrisi, alle rinunce, agli sguardi e le ripartenze.
    Non ci fosse stato (ma c'è stato) qualche ettaro di versi stupendi non avrebbe colorato le nostre esistenze. Nessuno avrebbe parlato di splendide sconosciute che mangiano mele per strada, nessuno avrebbe dato una colonna sonora ad una generazione di SCONVOLTI...
    Al primo posto la sua "ciambella col buco". 

  • 10 - Vita spericolata 

    BOLLICINE | 1983
    ____________________________

    La canzone rock che rompe le staccionate e propone un modo (IL MODO) di afferrare l’esistenza.
    Giovane e per i giovani, simbolo di evasione, di un progetto alternativo e sregolato, slacciato e decontestualizzato rispetto all’apatico presente.

    Vivere o bruciarsi? Vasco qui canta la torcia che si accende e prende fuoco, dura poco e vaffanculo. Il classico giorno da leone che sovrasta i cento da pecora.
    Crearsi i guai e poi risolverli. O quantomeno provarci.
    Penultima a Sanremo.

    Voglio una vita… VEDRAI CHE VITA VEDRAI…

  • 9 - Ogni volta 

    VADO AL MASSIMO | 1982
    ____________________________

    Amore o droga? Vicinanza e lontananza del sentimento creano dipendenza e allora qualcuno, fra le righe del testo, ha ipotizzato che l’assenza e la presenza fosse meno “sensuale” e più allucinogena.

    E così “E ogni volta che viene giorno ogni volta che ritorno” è un appuntamento con il pusher e “e ogni volta che torna sera ... e la paura” racchiuderebbe il disagio di un tossico incapace di smetterla di drogarsi.

    Lui di lei dice così : "Una mattina sdraiato sul letto strimpellavo la chitarra,non avevo poprio voglia di dormire. Le parole mi venivano fuori così, sciolte.Sprazzi di pensieri,associazioni:i ricordi amari, gli errori, le illusioni, gli scontri con la realtà e le solite paure che ti assalgono quando ti senti solo e sta per arrivare la notte...”.

  • 8 - Liberi Liberi 

    LIBERI LIBERI | 1989
    ____________________________

    Canzone di passaggio, fase e fasi che si affollano, tiri il fiato e guardi indietro, a quello che c’è e non c’è stato.
    “Eravamo” e “adesso”, passato e presente.

    Vince il passato? Sì ma vivi il presente.
    E tanto vale farci il tifo. Con meno sogni in tasca, più delusioni sulle spalle e quell’insano confronto col brutto della vita.

    I rimpianti per quello che non c’è stato, che, tu voglia o non voglia, ti obbligano a ripartire e riparare.
    Scavando intorno a te alla ricerca di un motivo per continuare.
    A sognare, vivere e sorridere.

  • 7 - Stupendo 

    GLI SPARI SOPRA | 1993
    ____________________________

    Confusione e contraddizione, in un testo di un sognatore disilluso, bastonato e incompreso.

    La scrisse Riva per farla cantare a Vasco.

    Se hai le ali per sognare, se hai il carisma per volare e, poi, ti ritrovi a terra non sai nemmeno con chi arrabbiarti.
    E allora stupendo, in questa prospettiva, è tutto e tutto il suo contrario. O forse solo il suo contrario.

    Avete presente l’odore del tempo che passa? Dei sogni che svaniscono? Di immagini che diventano in bianco e nero...

  • 6 - Albachiara 

    NON SIAMO MICA GLI AMERICANI | 1979
    ____________________________

    Il poeta è innamorato. ALBACHIARA (universalmente riconosciuta come una di quelle canzoni lì, non le più belle ma le più simboliche) manifesta l’amore acerbo e non ricambiato per una quasi sconosciuta. Vasco la costruì pensando con gli occhi, dedicandola ad una ragazza qualunque che aveva visto mille mattine prendere la corriera e sparire davanti a casa sua. Innamorarsi degli sconosciuti, invaghirsi di belle passanti, sorridere al pensiero di incontri che mai avverranno.
    Albachiara, patrimonio della musica italiana, la più esportata fra le canzoni di Vasco, nasce dal pretesto di una dolcezza che fugge, involontariamente, dalla vista e dalla prospettiva. Di una ragazza che respira piano per non far rumore. Che mangia la mela e che arrossisce.
    Nasce dallo scontro paradossale con una signorina che non fece nulla, se non salire i gradini di un pulman, per dare l’ispirazione ad un testo immortale.
    Ascoltala QUI 

  • 5 - Gli angeli 

    NESSUN PERICOLO PER TE | 1996
    ____________________________

    Dedicato a Maurizio Lolli andatosene troppo presto a causa di un tumore ai polmoni.

    Della canzone Vasco scrisse: “Quando ho scritto le parole di questa canzone ero pervaso da una tristezza profonda. Lolli stava morendo. Gli avevano diagnosticato un tumore ai polmoni e io non volevo crederci, non riuscivo ad accettarlo. Maurizio si occupava di tutto per me, risolveva tutti i miei problemi. Mi proteggeva ed era anche un amico. Gliela feci sentire e ricordo ancora i suoi occhi che luccicavano mentre l'ascoltava... ".

    Molto spesso si pensa sia una dedica speciale ANCHE a Massimo Riva.
    Sostanzialmente però non è così. 

    Il video è di Roman Polansky.

  • 4 - Canzone 

    VADO AL MASSIMO | 1982
    ____________________________

    La morte del signor Rossi padre arrivò il 31 ottobre 1979.
    La madre ricorda che quella sera, appena avvisato del fatto Vasco si chiuse in casa e per quindici giorni non disse una parola. Poi quando dovette uscire a voce bassa le disse: “Mamma, vado, salgo sul palco e voglio vedere se mi viene voglia di piangere o di cantare. Se piango smetto, altrimenti continuo”.

    Dal ricordo del padre nacque un testo come “Canzone”.
    Sul progetto si lavorò ancora e venne poi reinventato: la chiave infine divenne una figura femminile, bella e preziosa. Amore e morte. Tutto Vasco.

    Nei concerti viene spesso dedicata a Massimo Riva!

  • 3 - Siamo solo noi 

    SIAMO SOLO NOI | 1981
    ____________________________

    Diventata un inno generazionale (vedi Vita spericolata) ha fatto impennare la fusione fra Vasco e il suo pubblico (Siamo solo Noi, che non abbiamo vita regolare, che non ci sappiamo limitare).
    Il fatto è che il testo rappresenta qualcosa che diventa uno specchio e riflette una condizione, che distingue chi è vascolizzato da chi non lo è.

    E allora a ruota si legge lo stile di vita, che ha il fascino estremo dello stile sbagliato, di quello, per dirla come una mamma, delle persone da evitare : i temi “cattivi” spaziano e abbondano, solitudine, non senso, abbandono, violenza, e ripiegamento su se stessi.

    Siamo SOLO NOI quelli che muoiono presto, quelli che però è lo STESSO...

  • 2 - Vivere 

    GLI SPARI SOPRA | 1993
    ____________________________

    Una fra le canzoni più oscillanti, specialissima dedica al sé stesso di ognuno abbattuto, spento e sfocato, alienato e quasi spinto a smettere, di credere, di ambire, di tutto.

    Superare i limiti qui significa spingersi e inseguire il normale, si tratta di relativismi futili, ma quando sei cento sotto anche lo zero è lontanissimo.

    Vivere è il contrario di morire, dirà Vasco, alternando una confusionaria raffica di tesi ed antitesi, piaceri ed obblighi, su cui si stende quello straordinario infinito.
    Che qui ha il contorno di un imperativo, un ordine, un obbligo.

    Da sentire nei momenti più bui o più luminosi. Meglio FORSE in quelli bui.

  • 1 - Sally 

    NESSUN PERICOLO PER TE | 1996
    ____________________________

    Dipinto di donna colta nel più tragico degli smottamenti. Dipinto di chi vince, perché Sally si (ri)alza e cammina, si (ri)solleva e respira. Sta male? È viva! Starà bene.
    Composta in solitudine nel corso del 1994 venne limata giorno per giorno lungo innumerevoli performance private. Parla di una donna diversa e inconsapevole e attraversa gli estremi, saltellando su tutto quello che le ha sbriciolato la felicità.
    Possiede il verso più intenso mai scritto dal rocker (...perché la vita è un brivido che vola via, è tutt'un equilibrio sopra la follia...) ed è anche la sua preferita :
    "Quando sono ubriaco non ho più freni né paure e dico quello che sento. Come in Sally quando nel concerto c’è Sally io godo. Godo a cantarla. Farei i concerti anche solo per cantarla, a me basterebbe quella. Perché Sally credo sia la mia ciambella col buco, una di quelle canzoni che ti vengono per magia, per miracolo".

    Seguici su Facebook. Vai su Ledieci e clicca diventa Fan